Biografia
Roberto Masini. Vive con la famiglia ad Alessandria dove è nato nel 1954 e qui lavorava come funzionario presso la Ragioneria Territoriale dello Stato. Ora è felice pensionato. La lettura è la sua passione; ama gialli, horror, filosofia e religione. Dal 2016 a oggi ha pubblicato un centinaio di racconti (quasi tutti horror oltre a qualche noir e ad alcuni racconti di fantascienza e a due fiabe) tra i quali: In bocca al lupo nell’antologia Le maledizioni di Bassavilla (Delmiglio Editore 2016);Ciò che la nebbia nasconde (Edizioni della goccia 2017); L’asino spagnolo nell’antologia Castelli Maledetti (NeroPress 2020); I Globi nell’antologia IL RICHIAMO DI LOVECRAFT (ESESCIFI ed. 2022);Un verde oscuro nell’antologia Incubi (Bacchilega Editore 2022); Il fatale scendiletto nell’antologia Storie Noir (Kubera Edizioni 2024). Primo Classificato al Concorso Storie Noir Sezione Giallo con il racconto "Il merlo Assassino".
​
​
Presentazione Opera
Da quando uno strano commerciante indiano di legname ha fornito a un comune del basso Piemonte i pezzi degli scacchi, nel paese si susseguono strane morti, riappaiono compaesani seppelliti da tempo e vengono avvistati grossi pipistrelli. Gli inquirenti non riescono a scoprire nulla e neanche le ronde organizzate dal sindaco sembrano inutili. Una notte però il sindaco stesso riesce a vedere uno strano pipistrello, fuoriuscito dal pezzo del re nero degli scacchi, che sgozza il verduriere del paese accompagnato dal commerciante indiano. Alla fine il primo cittadino scopre che quello che aveva visto era un baital, un essere metà uomo e metà vampiro, in grado di animare i cadaveri e trasformarli in pipistrelli, che sgozza i vivi. Dotato di chiaroveggenza quell’essere era però sotto il dominio di quel mago indiano che lo controllava per sfruttare il suo potere e diventare onnipotente. Solo la preghiera di un devoto o il fuoco può distruggerlo. Il sindaco opta per la seconda soluzione, liberando il paese dal male. Si perdono però le tracce del mago indiano o forse no.
​
​
Incipit
Prologo
«Signor sindaco, è arrivato Shankar Kumar, il commerciante indiano di legname.»
«Lo faccia passare, Gigliola!»
Nella piccola stanza del primo cittadino di Castelnuovo Bormida avanzò un uomo basso di statura, dalla carnagione olivastra. Indossava una ampia camicia lunga fino alle ginocchia su jeans scuri. Sulla testa un turbante rosso.
«Namastè, dottor Malvicino!» pronunciò in modo sussiegoso l’indiano congiungendo le mani sul petto, facendo al contempo un leggero inchino del capo.
«Prego, si accomodi.» rispose il sindaco, indicando la poltroncina di fronte alla sua scrivania. «Ho esaminato con cura la sua proposta, dottor Kumar, e mi è sembrata oltremodo interessante. Lei sa che qui, il terzo sabato di luglio, come tradizione, si svolge la partita a scacchi con pezzi viventi in costume medioevale. Io voglio continuare questa festa degli scacchi anche a Ferragosto con una partita con i pezzi degli scacchi come a Marostica. Tra tutte le proposte che mi sono arrivate, la sua mi sembra la più seria, non certo per l’economicità ma per la qualità del materiale. Non capisco come ne è venuto a conoscenza ma le confermo che io e la mia giunta abbiamo deciso di affidarle il compito di fornirci i 32 pezzi degli scacchi in legno. Volevo comunque chiederle qualche informazione su questo legno di Coromandel.»
​


