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federico battistutta

Primo Classificato 
Concorso Letterario Scrivendo 2023

Federico Battistutta

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Chi sono

FEDERICO BATTISTUTTA  Settant’ anni, e vive a Udine, prof di matematica e scienze alle scuole medie in quiescenza. Ha sempre cercato, nel suo piccolo, di intersecare lo sguardo umanistico e quello scientifico, nella convinzione che si possano illuminare a vicenda. Ci ha provato anche a scuola, nel tentativo di rendere meno ostica e distante in particolare la matematica. Convinto, come Denis Geudj, che “le verità scientifiche abbiano bisogno di belle storie perché gli uomini vi si affezionino”. La sua libreria è ricca di racconti e romanzi matematici, gli ultimi arrivati sono : La fisica degli abbracci di Anna Vivarelli e Sofia Kovalevskaja, vita e rivoluzioni di una matematica geniale, di Alice Milani. Li presenta periodicamente agli alunni delle medie, come lettore volontario della Biblioteca Comunale.

Cultore e appassionato di costellazioni e orologi solari, su cui tiene conferenze alla Università delle LiberEtà di Udine, umile contemplatore di nuvole.

Lettore incallito e vagabondo, da qualche anno si è messo a scrivere racconti brevi (gli piace scrivere racconti, in poche pagine devi dire tutto, senza sbagliare niente).

Incontro decisivo per questa passione, tanti anni fa, Erri De Luca, i suoi occhi sul mondo e le sue parole scelte con cura e rispetto, come i colpi di scalpello di uno scultore.

Poi tanti altri scrittori e scrittrici, il più recente Goffredo Parise e i suoi Sillabari. Si sente vicino a Francesco Biamonti e al suo essere scrittore “ di luoghi”.

Partecipa a dei concorsi letterari e i riconoscimenti ricevuti alimentano la fiducia nella sua scrittura.

Nel 2018 l’associazione culturale “LunaNera” ha pubblicato una sua raccolta di racconti dal titolo “Il bianco elusivo dei cirri”.

 

Facebook    www.facebook.com/federico.battistutta.71

Incipit 

"Ho appena passato la villa di San Tommaso, evitandone il più possibile gli abitanti. Mi devo tenere lontana dalle vie principali e dalle ville disseminate tra i colli e l’alta pianura, il mio è, in qualche misura, un viaggio clandestino.

Mi sono vestita con cura, in fondo era per una cerimonia religiosa: una gonna turchina, un grazioso corsetto nero, un grembiule annodato ai fianchi con un nastro di seta. Ho avvolto la testa in un fazzoletto ceruleo, dai cui lembi mi sfuggono ribelli ciocche di capelli neri; sulle spalle, più pesante, lo scialle di mia madre - mi attende un lungo cammino e delle notti fresche -, ai piedi degli zoccoletti comodi e robusti."

Incipit battistutta

Giudizio della giuria

Click! Non offre la piacevolezza della lettura, è come essere ingoiati da un tirannosauro dopo essere stati travolti dal suo spaventoso ruggito. Click! inchioda alla poltrona il lettore fin dalle prime righe facendo regredire il pensiero all’infanzia cancellando il presente. La stessa autrice descrive nelle prime frasi del racconto cosa capita all’inconsapevole lettore, anche se l’autrice descrive  in realtà cosa stia capitando alla piccola protagonista: “[quelle parole…] La murarono viva nella tomba della sua esistenza.”

L’autrice riesce a far soccombere il lettore sotto il peso del tumulto delle più primitive emozioni. Non ci sono più filtri, né raziocinio. Si vorrebbe solo prendere per il collo quella “mamma” e scaraventarla dal piano più alto.

Ovviamente il racconto offre anche altre letture che ogni lettore potrà ritrovare nel comportamento proprio o di quello di parenti o conoscenti: l’assoluta determinazione di alcune persone a sacrificare la propria vita per farsi amare da un genitore o da un partner. Sacrificio del tutto vano e inutile, perché quel sacrificio non verrà mai riconosciuto né ripagato. L’amore non prevede sacrifici, farsi amare è impossibile, si può e si deve soltanto imparare ad amare se stessi.

Pregevole il ritmo della scrittura e il finale di riscatto, di rinascita, seppur particolare e inaspettato...

Giudizio battistutta
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